Oggi, è stato il mio primo ed ultimo giorno di scuola. Mi spiego. Oggi riniziava la scuola, e per questo era il primo giorno, ma dato che è l'ultimo anno di liceo, è stata l'ultima volta che ho provato l'emozione del primo giorno di scuola. Come è andata? Come al solito. Questa mattina sveglia alle 6.30. Mi vesto, mi preparo, salgo in macchina alle 7.05. Arrivo a scuola. Cinque persone. Io, le mie due amiche e altre due ragazze che conosciamo dell'altra classe dello scientifico. A proposito, frequento il liceo scientifico. Alle 7.20 entriamo in classe. Il primo impatto è stato orribile. Ci siamo fiondati sui banchi in ultima fila, cioè la terza fila. La classe è un buco di sei metri per cinque e mezzo con una lavagna minuscola, due porte (perchè da noi vanno le classi con due porte) e due finestre, le quali si affacciano su di un balcone, naturalmente inaccessibile agli studenti. O megio, è accessibile ma se ci andiamo (scavalcando la finestra) ci fanno un culo così. Ma il bello è che una delle finestre, quella che accede al balcone, quindi diciamo la porta finestra, è chiusa a chiave. Inapribile. Perciò quando arriverà il caldo noi dovremmo patire. Ma a questo ci penseremo più avanti.
Poco a poco arrivano i nostri compagni di classe, uno dei quali, arrivato alle 7 e 40 circa si lamenta della disposizione dei posti. C'era un detto.. chi tardi arriva, male alloggia. Perciò con il cuore in pace al suono della campanella, alle 8.15, mi siedo al mio posto in fondo alla classe. Mi accorgo subito che è un posto grandioso. Esterna, con un solo compagno a sinistra (mia cugina), in linea con lavagna (perchè porto gli occhiali e altrimenti non ci vedrei), la cattedra spostata e un compagno con una schiena due per due che mi copre. E' perfetto per fare quello che mi pare, dato che non sono solita ad ascolatare le lezioni per più di... dieci minuti forse? Ad ogni modo, dato che era il primo giorno, siamo andati al teatro (100 metri dalla scuola) dove un po' di gente (ora non riuscirei dire chi) non ha fatto altro che parlare fino alle 12.00. E' stato una noia mortale. Ma almeno eravamo in alto e potevamo parlare senza farci richiamare dai professori.
A porposito di ciò che ho scritto ieri... della mia crisi... diciamo che oggi è proseguita anche peggio la situazione, ma mi sento tranquilla e ho capito cosa devo fare...
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